0.1 Obiettivi e sostenibilità |
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“Trasformare il nostro mondo”. Così inizia il preambolo della dichiarazione dell’ONU sui nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile del 2015 da raggiungere entro il 2030. Ma verso quale direzione pensiamo questa trasformazione? In che modo vogliamo trasformare? Secondo l’ONU sarà un “viaggio collettivo, in cui “nessuno verrà trascurato”. Questa indicazione di metodo è preziosa e politicamente sensibile perché inclusiva. L’attenzione è da porre sul fatto che quel qualcuno non può essere inteso solo come mero portatore di bisogni bensì come soggetto attivo, risorsa in grado di attivare una trasformazione. I diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile sono l’esito di un processo allargato, partecipativo, inclusivo realizzato con il contributo di realtà differenti, dagli organismi sovranazionali ai governi ai privati, alle diverse componenti della società. L’agenda 2015-2030 ha preso in esame quanto la precedente agenda 2000-2015, basata sugli otto obiettivi di sviluppo del millennio, non è riuscita a realizzare. I nuovi obiettivi, quindi, tengono conto dei precedenti, ma ne ampliano alcuni aspetti o ne introducono di non considerati dalla precedente programmazione. La sostenibilità ritorna ad essere come negli anni Novanta del Novecento il faro verso cui tendere. La Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo del 1992 è ribadita nel suo valore e nella sua importanza strategica, in particolare il principio 7, quello sulle responsabilità comuni, ma differenziate:
Sarebbe ingiusto attribuire le medesime responsabilità a tutti senza distinzioni. Non c’è nulla, infatti, di più ingiusto che fare parti uguali tra diseguali, sosteneva don Lorenzo Milani. Quindi ogni Stato, ogni realtà territoriale, ogni comunità entra nel gioco della partecipazione sulla base delle proprie possibilità, capacità, risorse, responsabilità. Sono ribadite la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Carta delle Nazioni Unite che oltre al riconoscimento e alla difesa dei diritti pongono le basi per la partecipazione, intesa come esercizio della democrazia popolare e rappresentativa, della collaborazione e del lavoro di rete, dell’empowerment e dell’emancipazione volte al governo del bene comune. A Rio, nel 1992, era stata posta molta enfasi sul concetto della sostenibilità legata al diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura e al diritto allo sviluppo sostenibile che “deve essere realizzato in modo da soddisfare equamente le esigenze relative all'ambiente ed allo sviluppo delle generazioni presenti e future”. A distanza di oltre vent’anni questi principi vengono posti quali premesse fondanti il lavoro da fare insieme, a livello globale, nei prossimi anni per realizzare i diciassette obiettivi per lo sviluppo sostenibile. World Social Agenda ritiene che gli obiettivi 11 e 17 possano fornire contenitori significativi dentro i quali investigare le esperienze del nostro vissuto per scoprire e progettare i luoghi del nostro abitare quali spazi aperti, inclusivi, sicuri, sostenibili in cui persone e reti di relazioni tra persone possano trovare occasioni e strumenti per essere e fare insieme. È da questi due obiettivi che prende avvio il lavoro dell’anno scolastico 2017-2018. #trasformazione #responsabilità #obiettivi #svilupposostenibile |