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2.La salute infantile

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Per conoscere le caratteristiche  ed alcune problematiche dei Paesi che incontrerai durante la lettura del testo, puoi consultare l’Atlante On Line (clicca qui)

Vietnam. Donna con bambino di etnia hmong.
“Portare” i bambini e le bambine è un’arte antica, senza frontiere che caratterizza tutti i popoli del mondo ognuno dei quali ha elaborato tecniche diverse a seconda del clima, della geomorfologia dei luoghi, delle consuetudini sociali.

 



Il diritto alla salute di bambini e bambine viene sancito dalla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. 

 

Per una trattazione sul diritto alla salute delle mamme e dei bambini, vedi gli approfondimenti (scarica qui: Aspetti sociali, sanitari, interculturali; Benessere e diritto alla salute)

La Convenzione è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 e inserita nell'ordinamento italiano nel 1991 (approfondisci). 


 

 

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UNICEF, I diritti dei bambini in parole semplici, 2008 (leggi)

 


L'Art. 6 sostiene il "diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo" un diritto da assicurare con tutte le misure possibili

 

L’Art. 24 tratta del “diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione”.

L'articolo afferma che [gli Stati] si sforzano “di garantire che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso a tali servizi” e “di garantire l’attuazione integrale del summenzionato diritto e adottano ogni adeguato provvedimento per […] diminuire la mortalità tra i bambini lattanti e i fanciulli”. Ma anche,


  • - garantire alle madri adeguate cure durante la gravidanza e dopo il parto;
  • - assicurare a tutti i minori assistenza medica e cure sanitarie;
  • - far in modo che i genitori ricevano informazioni sulla salute, sulla nutrizione, ecc. del minore;
  • - sviluppare cure sanitarie preventive.


L’articolo 27 riconosce “il diritto di ogni fanciullo (bambino, bambina ed adolescente) a un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentuale, spirituale, morale e sociale".

 

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Messico. Una donna trasporta un bambino utilizzando il rebozo, uno scialle tipico dell’abbigliamento femminile

 

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Borneo (Indonesia)

I bisogni e i diritti dei bambini devono rappresentare la priorità di ogni sforzo rivolto allo sviluppo. Le lezioni chiave acquisite indicano che il cambiamento è possibile e che la difesa dei diritti dei bambini costituisce un concreto punto di partenza: la politica deve affrontare sia i fattori immediati che affliggono o emarginano i bambini e i ragazzi, sia le cause più ampie e radicate che sono alla base dell'inadeguata tutela e della violazione dei diritti dell'infanzia”  (tratto da UNICEF, Un mondo a misura di bambino, Documento finale della Sessione Speciale sull’infanzia di New-York, 8-10 maggio 2002).


Per approfondire leggi la Guida di Unimondo dedicata a bambini e minori (a cura di Natalina Mosna).

 

La salute è un diritto di ogni bambino e bambina, qualunque sia la sua origine o nazionalità. I genitori hanno il ruolo di tutelare il benessere del proprio figlio/a fin dalla nascita. Tutelare la salute durante l’infanzia significa assicurare le migliori cure possibili, ma anche prevenire malattie e pericolosi incidenti.

Pe approfondire, leggi la guida per le famiglie alla cura del neonato "Bambine e bambini del mondo" pubblicata dal Ministero della Salute italiano (in 12 lingue).

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Situazioni di svantaggio economico, negazione delle opportunità e difficoltà sociali vissute nei primi anni di vita incidono sul benessere e sulla salute di ogni persona.

(per approfondire leggi la valutazione sulla condizione e il benessere dei bambini e degli adolescenti nei paesi economicamente avanzati nel Rapporto UNICEF “Prospettiva sulla povertà infantile: un quadro comparativo sul benessere dei bambini nei paesi ricchi”, Report Card Innocenti n. 7, 2007)


Nell'ultimo decennio, la proporzione di bambini poveri è cresciuta in 17 su 24 paesi dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). La Norvegia è l'unico paese nel quale la povertà infantile può essere descritta come "molto ridotta e in costante diminuzione". Emerge chiaramente che una maggiore spesa pubblica in favore della famiglia e delle prestazioni sociali è associata a minori tassi di povertà infantile (per approfondire leggi il Rapporto UNICEF, “Povertà infantile nei paesi ricchi”, Report Card Innocenti n. 6, 2005).

 

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Facts for Life è un’iniziativa che riunisce alcune organizzazioni internazionali (scopri quali) sui temi della mortalità e della salute infantile (gravidanza, salute materna, nascita, salute infantile, allattamento al seno, igiene, nutrizione, malaria, HIV, ecc.)

 

bambinoQuali sono i pericoli che possono minacciare la salute di bambini e bambine?

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità risponde così: “Il rischio di morte nel primo mese di vita è molto elevato. Nascite premature, asfissia e infezioni neonatali sono le principali cause. Questo rischio è contenibile attraverso:

- cure di qualità durante la gravidanza;

- parti assistiti da personale qualificato come ostetriche e medici;

- attente cure neonatali: attenzione immediata alla respirazione e alla temperatura, cura della pelle e del cordone ombelicale, immediato ed esclusivo allattamento al seno (approfondisci).

 

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Il periodo tra la nascita e gli otto anni di età è fondamentale nello sviluppo della persona.

 

Curare gli aspetti della salute, dello sviluppo fisico, sociale, emotivo e cognitivo nei primi anni di vita influenza lo stato di salute, la partecipazione e il contributo culturale ed economico alla società nell’età adulta. Un investimento in questo senso è possibile se la famiglia è inserita in un contesto politico che la sostiene. A livello globale i Paesi che investono sull’infanzia e sulle famiglie godono del migliore stato di benessere e hanno i livelli più bassi di diseguaglianza nel campo della salute (per approfondire, leggi il documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Early Child Development – A Powerful Equalizer” pubblicato nel 2007).

 

Durante l’infanzia, condizioni ambientali particolarmente difficili possono rappresentare un ostacolo anche per la crescita cognitiva e la maturazione personale e sociale con riflessi sull’economia e la crescita di Paesi già in crisi (approfondisci).

 

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L’ultimo rapporto annuale dell’UNICEF sulla condizione dell’infanzia nel mondo, pubblicato nel 2011, è dedicato all’adolescenza.

Nei discorsi internazionali e nell’impegno globale finalizzato a ridurre la mortalità sotto i cinque anni e a salvaguardare la salute di bambini e bambine, si sente parlare troppo poco dell’adolescenza. Negli ultimi 20 anni, il numero di bambini e bambine sotto i 5 anni che muoiono ogni giorno per cause prevenibili è stato ridotto di un terzo, da 34.000 nel 1990 a circa 22.000 nel 2009.


Prendendo in considerazione il Brasile, si nota che gli investimenti rivolti a ridurre la mortalità sotto i cinque anni hanno permesso di salvare la vita a più di 26.000 bambini e bambine tra il 1998 e il 2008 (vai ai casi di studio del cap. 1 di questo Dossier e approfondisci). Nello stesso decennio però, 81.000 adolescenti brasiliani tra i 15 e i 19 anni sono stati uccisi.


Come già affermato nel capitolo sulla mortalità sotto i cinque anni (vai al capitolo 1 di questo Dossier), raggiungere dei progressi sul quarto Obiettivo, significa incidere su dinamiche sociali a lungo termine e presuppone l’avviamento di politiche e pratiche pensate per garantire un buon livello di vita a tutti i bambini e le bambine che vengono sottratti alla morte per malnutrizione, malattie prevenibili e così via.


Non si può, quindi, pensare di ridurre la mortalità sotto i cinque anni senza contemporaneamente intervenire in maniera più ampia sull’intero sistema sociale (istruzione, occupazione, sanità, welfare).

Non è sostenibile salvare delle vite nei primi cinque anni di esistenza per perderle successivamente (per approfondire leggi il Rapporto UNICEF “Adolescenza. Il tempo delle opportunità” pubblicato nel 2011)


 

Ciò significa innanzitutto assicurare l’accesso a strutture ospedaliere e di cura adeguate ed opportunamente servite da operatori sanitari (medici, infermieri, ostetriche) qualificati. La carenza di operatori sanitari è direttamente correlata ad alti tassi di mortalità sotto i cinque anni e ad un difficile accesso alle cure sanitarie di bambini e bambine.

accesso_vietatoVietato l’accesso è il rapporto pubblicato nel 2011 da Save the Children nel quale la grave carenza di operatori sanitari è ritenuta un ostacolo al diritto alla salute (approfondisci).


 

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