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Il Progetto - Obiettivo 5


 
World Social Agenda 2010
OBIETTIVI di SVILUPPO del MILLENNIO
MENO CINQUE:

MIGLIORARE LA SALUTE MATERNA
Salute, Genere, Diversità

 

 

L’edizione 2011 della World Social Agenda, dedicata al Quinto Obiettivo di Sviluppo del Millennio “migliorare la salute materna”, si inserisce nella programmazione pluriennale (2008-2015) della Fondazione Fontana dedicata agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

L’Obiettivo 5 ha i seguenti target:

 

1) ridurre di tre quarti (dal 1990 al 2015) il tasso di mortalità materna;

2) garantire l’accesso universale alla salute riproduttiva (questo target include l’utilizzo di contraccettivi; il tasso di nascita da madri adolescenti; la copertura sanitaria durante la gravidanza; la pianificazione familiare).

 

Nessun Obiettivo a parte il Quinto ha registrato un livello di avanzamento così basso: a livello globale, la mortalità materna (l’indicatore che viene utilizzato per misurare il primo target dell’Obiettivo 5) è diminuita di meno dell’1 % dal 1990 al 2005, molto meno del miglioramento del 5,5% annuale necessario per raggiungere l’Obiettivo (UN Commission on the status of Women _ Fifty-third session _ March 2-13, 2009). Attualmente, si stima che ogni anno 536.000 donne muoiano a causa di complicazioni durante il parto o la gravidanza; il 99% di queste morti avviene in paesi in via di sviluppo (The Millennium Development Goals Report 2009). Il tasso di mortalità materna è estremamente diverso tra Paesi ricchi e poveri e all’interno degli stessi paesi tra classi sociali diverse: ad esempio, il rischio di morire di parto in Canada è di 1 a 8.700, mentre in Rwanda è di 1 a 6 (“Gender and Development” – Vol.13, n.1, Marzo 2005) – questo indica che con un’adeguata prevenzione queste morti sarebbero evitabili. Questi dati, già preoccupanti in sé, risultano ancora più drammatici se si considera l’effetto che l’alto tasso di mortalità materna e più in generale la mancanza di un accesso garantito a servizi sanitari di qualità per le donne hanno su tutta la società, in particolare sui bambini.

Molte sono le tematiche che si collegano all’Obiettivo, in modo particolare i temi della salute, del genere e della diversità. Questi tre temi, che saranno presenti trasversalmente in tutte le attività del progetto, sono strettamente collegati con i diritti di bambini ed adolescenti; la cultura della non discriminazione e delle pari opportunità per tutti; il dialogo interculturale.

La riflessione sul tema della SALUTE si pone in continuità con quanto si sta realizzando nel corso della WSA 2010 (Obiettivo 6: “L’accesso alla salute – combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie”), che ha aperto un triennio dedicato a questo tema: oltre agli Obiettivi 6 e 5, anche il 4 si occupa di salute, con un focus sulla mortalità infantile. 

La tematica ‘salute’ verrà affrontata in relazione in particolare allo stretto legame che intercorre tra salute delle donne e salute e diritti dei bambini. La salute delle donne, infatti, influisce molto sulla salute dei bambini: la morte per parto di una donna priva i figli e le famiglie della madre; le nascite da madri adolescenti sono molto più esposte a rischi, sia per la madre che per il bambino/a; le scelte nel campo della salute dei figli sono spesso molto influenzate dalla madre, e così via. Inoltre, molto rilevanti diventano in questo ambito i diritti delle adolescenti, che sono normalmente più esposte a violenze, a discriminazioni, a gravidanze in giovane età. Tutto questo ha un effetto fortemente negativo sulla loro salute e limita le loro opportunità dal punto di vista dell’istruzione e socio-economico in generale.

Riteniamo inoltre fondamentale affrontare il tema della salute delle donne con un approccio che sia attento al GENERE. Si fa qui riferimento all’approccio GAD (Gender and Development, Genere e Sviluppo), che non considera le donne in isolamento, ma in relazione con la società nel suo insieme. Questo approccio, oggi utilizzato da tutte le principali organizzazioni internazionali, considera i ruoli dell’uomo e della donna come socialmente e culturalmente costruiti, e quindi in continua evoluzione e diversi a seconda dei contesti. Attraverso questa lente si andranno ad analizzare i temi legati alla salute delle donne e ai loro diritti.

Nell’ambito del progetto si opererà quindi per promuovere le pari opportunità: la salute della donna infatti è influenzata non solo da fattori organici ma anche e soprattutto da fattori culturali e sociali, che relegano la donna ad un ruolo marginale e ne limitano opportunità e diritti. L’accesso negato alle risorse, la scarsa possibilità di scelta per quanto riguarda la contraccezione e la pianificazione familiare, e così via, influiscono negativamente sulla salute della donna, che sarebbe al contrario potenziata da situazioni in cui le donne possano godere di pari opportunità rispetto agli uomini. Si cercherà quindi di promuovere il superamento delle discriminazioni e la possibilità per le donne e gli uomini di avere le stesse opportunità in tutti gli ambiti (salute, lavoro, istituzioni, società e così via).

Infine, la concezione di salute è estremamente sensibile alle DIVERSITA’ culturali: ne viene fatto esplicito riferimento in più documenti internazionali, che richiamono alla necessità di rispettare i valori culturali e i credi religiosi nell’assistenza sanitaria alle donne e alle adolescenti . Rispondere al bisogno di salute non significa solo rispondere ad un disagio fisico; salute e malattia sono anche dei prodotti culturali, e ciò implica la necessità di una forte collaborazione tra ambiti scientifici e disciplinari, dalla medicina all’antropologia, dalla psichiatria all’etnologia (Maria Soster, “Salute e intercultura”, atti della Conferenza Internazionale “Una città interculturale da inventare”, Padova, 14-16 giugno 2001).

 

Per scaricare l'intero progetto WSA Migliorare la salute materna, CLICCA QUI