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5 Istruzione in Italia

Art. 34 della Costituzione Italiana - La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

Art. 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani - Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria.

Nell'ambito del diritto allo studio e all'istruzione, la Costituzione italiana (1° gennaio 1948) anticipa di quasi un anno la Dichiarazione universale dei diritti umani (10 dicembre 1948).

Nell'articolo 33 e soprattutto nell'articolo 34 della Costituzione, si dichiara che la scuola è aperta a tutti e che l'istruzione inferiore è gratuita ed obbligatoria da impartirsi per almeno otto anni (dal 2006 l'obbligo formativo è stato elevato a dieci anni); l'obbligo di frequenza e la gratuità non riguardano invece l'istruzione superiore (cioè secondaria di secondo grado) e quella universitaria.

La scuola pubblica è una prerogativa dello Stato il quale deve assicurare l'istituzione di scuole statali per tutti gli ordini e gradi. L'articolo 33 afferma che "la Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi".

La Costituzione autorizza, inoltre, l'istituzione di scuole ed istituti di educazione privati, senza oneri per lo Stato, garantendone la piena libertà e un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

Nell'articolo 34 si dice anche che "i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso".

L'articolo 34 introduce il principio meritocratico. L'istruzione è considerata come un servizio pubblico fondamentale per poter garantire a tutti e tutte, anche chi parte da condizioni di svantaggio, il pieno sviluppo. Lo Stato, quindi, deve impegnarsi nella rimozione di quegli ostacoli di ordine economico-sociale che possono ostacolare il percorso scolastico di persone meritevoli.

Il 9 settembre 2013, il Governo italiano ha approvato un decreto legge dal titolo "L'Istruzione riparte" che punta a garantire un miglior avvio del nuovo anno scolastico e accademico. Ma anche a gettare le basi per la scuola e l'università del futuro, restituendo ai settori della formazione centralità e risorse (leggi qui).

Secondo Marco Rossi Doria, dal 2011 Sottosegretario all'Istruzione, questo decreto aiuterà a ricordare l'inizio dell'anno scolastico 2013-14 in modo positivo.

"Il Decreto prevede altre, significative risorse in capitoli decisivi per l'inclusività e la qualità del nostro sistema scolastico. Una prima risposta per i ragazzi sono 100 milioni per le borse di studio. É un investimento consolidato, che dal 2014 sarà a bilancio dello Stato ogni anno. E poi ci sono risorse per alcuni strumenti di welfare studentesco, come i contributi per trasporti e mense. C'è un finanziamento per il comodato d'uso dei libri di testo e norme più stringenti in materia di tetti di spesa per gli stessi. Il contrasto alla dispersione scolastica acquisisce finanziamenti in più per estendere ed integrare le azioni in corso e per aprire le scuole al pomeriggio" (leggi qui).

 

Mi ha attirata il capitolo perché, più passa il tempo, più mi sento coinvolta a 360° nel mio lavoro di insegnante di scuola primaria. In ciascuna parte del capitolo colgo un "pezzo" della mia storia: quella che mi sono sentita raccontare dai miei nonni, dai genitori, la mia... E poi arriva la professione, cresciuta con me; leggendo i vari paragrafi ritrovo esperienze quotidiane, che continuamente ti mettono alla prova tra mille dubbi e tormenti, perché non finisci mai di chiederti se stai facendo le scelte giuste. Leggendo, tra le righe, risuonano parole, quelle che dici e che ascolti tra i banchi; appaiono volti, quelli che ogni mattina guardi e che ti guardano; si formano pensieri, su chi e come saranno quei bambini, dopo di te. Ma non dovremmo essere soli, nella scuola; eppure, è questa la sensazione che spesso si prova e che fa venire ogni sorta di delirio di onnipotenza. Come viene spesso ribadito, se manca una sinergia di forze, l'unico sconfitto è l'unico vero obiettivo che dovremmo avere: il bambino di oggie l'adulto di domani, che, a sua volta, sarà cittadino adulto, genitore...e così via. Ho apprezzato moltissimo le citazioni, arricchenti, e quella che mi è piaciuta di più è la seguente: Una scuola democratica non è, dunque, contraria al merito. Al contrario, il poter acquisire merito, potenzialmente, da parte di tutti quelli che la frequentano è il suo mandato, è ciò che la rende repubblicana in senso proprio. Quello che, invece, non può essere il suo mandato è che vi sia una meritocrazia intesa in modo indipendente dalla discriminazione positiva indispensabile a compensare le differenze di partenza. Così i temi dell'equità e della differenza vanno rimessi al centro della politica per la scuola (leggi qui il contributo di Marco Rossi-Doria). Grazie (A. T., scuola primaria)